La strada del Vino

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Le più antiche tracce di coltivazione della vite in Valpolicella risalgono al V secolo a.C. In età romana il vinum Rhaeticum, indicato da Plinio come tipico di questa zona, era apprezzato da poeti quali Virgilio e Marziale, che lo conservava per l'invecchiamento in una sua anfora, ed era il preferito dall'imperatore Augusto.
La più bella lode del Recioto della Valpolicella, allora definito Acinaticus, è però quella scritta da Cassiodoro, funzionario alla corte di Teodorico, nel VI sec.a.C.
La zona originaria più antica comprende i comuni di Negrar, Marano, Fumane, S.Ambrogio e S.Pietro in Cariano.
In Valpolicella la vite viene coltivata ad una altitudine che varia dai 110 m s.l.m. fino ai 480 m s.l.m.
Tipica sistemazione collinare è il terrazzamento fatto con i caratteristici muri a secco (marogne). La forma di allevamento più diffusa è la pergola doppia e semplice.
Per la quasi totalità i vigneti della zona sono costituiti con i vitigni Corvina (16%), Corvinone (26%), Rondinella (49%) e Molinara (9%). Nella zona del Valpolicella si producono i vini: "Valpolicella" , "Recioto della Valpolicella" e "Amarone della Valpolicella". Il Recioto e l'Amarone, vini passiti, sono preparati con un metodo di appassimento delle uve su graticci, noto fin dall'antichità. Attualmente i vini Amarone e Recioto della Valpolicella rappresentano un "unicum" nel panorama enologico nazionale, evidenziando la capacità dell'uomo di intervenire tecnologicamente sul prodotto per affinarne i caratteri peculiari naturali.

Fonte: stradadelvalpolicella.it